La storia

Le isole di Ventotene e Santo Stefano, ed anche l'intero arcipelago Pontino, sin dalla protostoria e nell'epoca aurea dello sviluppo commerciale dei Fenici e dei Greci, furono un vitale riferimento sulle rotte tirreniche fra l'isola d'Ischia, la Toscana e la Sardegna. I Greci chiamarono quella che poi diverrà Ventotene   "Pondeteria", ovvero "dispensatrice di ogni cosa" e per assonanza fu chiamata dai Romani "Pandataria". Proprio del passaggio di questo popolo restano più concrete e visibili le testimonianze.

Il periodo romano

IV secolo a.C. I Romani sottraggono Pandataria ed il resto dell'arcipelago Pontimo ai Volsci.
II secolo a.C. Tito Livio conferma l'importanza strategica di Pandataria ricordano che i suoi abitanti sorvegliano con scrupolo le rotte del Tirreno.
29 a.C. Viene costruito il porto: Augusto predilige la piccola Pandataria e vi fa costruire un porto imperiale interamente scavato dai un banco tufaceo degradante verso mare. La posizione geografica, la struttura ingegneristica e la posizione di ridosso dal moto ondoso e dai venti lo rendono nell'uso un'opera di straordinaria efficacia.
24 a.C. La costruzione della villa: Giulia, la figlia di Ottaviano Augusto, sceglie Pandataria come luogo di villeggiatura e si fa costruire dall'Imperatore una splendida villa nella zona di Punta Eolo.
2 a.C. In seguito all'emanazione della "Lex Iulia de adulteris" nel 18 a.C. da parte di Augusto per combattere la corruzione nella famiglia imperiale, l'Imperatore trasforma l'isola di Pandataria in carcere dorato e sua figlia Giulia (moglie di Tiberio, eletto imperatore dopo Augusto). Dopo di lei altre illustri ospiti vi risedettero per gli stessi identici motivi...
29 d.C. Agrippina Maggiore viene esiliata dal patrigno Tiberio perchè accusata di infedeltà nei confronti del marito Germanico.
62 d.C. L'imperatore Nerone esilia in Pandataria la moglie Ottavia, appena ventenne, e dà ordine ai sicari di chiuderla nel bagno e di svenarla nell'acqua calda: non pago di ciò ne chiese la testa da mostrare a Roma.
95 d.C. L'imperatore Domiziano scopre che il Cristianesimo ha fatto troppi proseliti nella stassa casa imperiale e decide di mettere a morte il cugino Frlavio Clemente e di esiliarne in Pandataria la moglie Flavia Domitilla.

[VentoteNet]