In questi ultimi anni, ricorrentemente si torna a discutere circa il modo attraverso il quale interrompere ed invertire il processo di degrado che caratterizza il complesso monumentale, inaugurato nel 1795 come carcere borbonico, sito nell'isola di S. Stefano in Comune di Ventotene.
Detto processo iniziò subito dopo la dismissione dell'ergastolo (maggio 1965) e continua inesorabilmente nonostante il Comune di Ventotene eserciti dal 1992 la custodia dei monumento, tuttavia impotente a definire e realizzare i necessari cospicui interventi finanziari.
Dichiarazioni, convegni, riunioni, impegni a risolvere il problema, che, a detta di tutti, va oltre Ventotene ed investe la cultura e la storia della intera umanità, hanno caratterizzato questi anni, purtroppo senza alcun risultato pratico.
Nel settembre 1998, in occasione della Giornata Europea, voluta dalla Regione Lazio nell'ambito del seminario internazionale di cultura federalista organizzato ogni anno dal 1982 dall'Istituto di Studi Federalisti Altiero Spinelli, il Presidente della Giunta si impegnò per attuare uno studio di fattibilità per il recupero dei complesso monumentale per destinarlo a centro internazionale dei diritti dell'uomo. Lo scorso marzo è apparso sulla Gazzetta Ufficiale il relativo bando di gara.
Nel frattempo anche il CIPE è intervenuto per finanziare analoghi studi.
Tuttavia, a fronte di dette iniziative, il Ministero dei Tesoro dichiara formalmente di voler vendere, con apposite procedure d'asta, anche a privati, il complesso di S. Stefano, nel quadro di un programma di alienazione di più di 100 immobili sparsi in tutta Italia.
Sembra necessario, a tal punto, verificare concretamente se vi siano volontà e condizioni per avviare un processo che, attraverso una molteplicità di passaggi, conduca alla definizione di programmi di recupero/ristrutturazione del complesso, a seguito di adeguati studi volti a stabilire la entità finanziaria degli interventi finalizzati ad un uso compatibile con la sua rilevanza culturale, storica ed ambientale.
La costituzione di una apposita Fondazione appare utile per detta verifica.
Infatti la riconduzione ad un unico soggetto, la Fondazione, delle diverse titolarità patrimoniali, economico-finanziarie e di azione potrebbe assicurare un impulso capace di superare gli ostacoli, le inerzie, le contrapposizioni ed i fraintendimenti fra i diversi soggetti che, fino ad oggi, hanno dichiarato, senza esito, dì volersi impegnare ad affrontare il problema dei complesso monumentale.
Peraltro, della Fondazione potrebbero far parte anche soggetti privati, a partire da fondazioni bancarie e senza escludere imprese impegnate in attività economiche connesse alla valorizzazione di beni culturali ed ambientali ed alla fornitura di servizi culturali.
D'altra parte, la istituzione della riserva naturale statale denominata isole di Ventotene e S. Stefano (Decreto del Ministro dell'Ambiente 11 maggio 1999), che fa seguito al decreto dello stesso Ministro del 12 dicembre 1997 per la istituzione della omonima area marina protetta, può stimolare la partecipazione alla Fondazione di istituzioni culturali e scientifiche per attuare nel complesso ristrutturato di S. Stefano iniziative di ricerca e di formazione.
Così strutturata la Fondazione, si giustifica la devoluzione ad essa del patrimonio immobiliare da parte del Ministero del Tesoro - e l'intervento finanziario della Regione per il primo triennio di attività della Fondazione medesima.
La proposta di legge si compone di quattro articoli.
Il primo stabilisce le finalità alle quali deve rispondere la Fondazione.
Si tratta non soltanto di motivazioni storiche, derivanti dall'uso del
complesso monumentale di S. Stefano come luogo di reclusione, negli ultimi
due secoli, anche di personalità passibili di pena solo perché erano in
conflitto con il potere dominante (un grave reato di pensiero!), ma anche di
programmi per il futuro incentrati su tematiche di particolare attualità e
rilevanza come la difesa degli inalienabili diritti della persona umana ed il
rispetto della vita nelle sue diverse forme (la dimensione ecologica delle
azioni della Fondazione).
Il secondo articolo inserisce, con privilegio, la Fondazione nei programmi
regionali di sostegno alle fondazioni di pubblica utilità di cui alla legge
regionale 18 agosto 1986, n.25.
Detto secondo articolo mira concretamente a materializzare la esistenza della
Fondazione e a rendesse possibile l'attività attraverso la realizzazione di una
sede provvisoria nell'isola di Ventotene, nelle more dei recupero e della
ristrutturazione dei complesso di S. Stefano.
Con l'articolo 3 la proposta di legge vuole assicurare la partecipazione di Regione, Provincia di Latina e Comune di Ventotene agli organi di gestione della Fondazione, senza esclusione di altri soggetti istituzionali.
Infine, l'art.4 mette a disposizione della Fondazione, per un triennio, risorse finanziarie che le consentano di operare.
Ventotene, luglio 2000
Ventotene, luglio 2000